Coppette di Crema di Mascarpone al Panforte

Non c’è Natale senza la crema al mascarpone di mia nonna. Una ricetta che si tramanda da generazioni ormai, visto che la nonna Lilia non c’è più dal ’98; ma prima la mamma e poi io abbiamo fatto onore a molte delle sue ricette, primo tra tutti, appunto, il tiramisù. E’ tradizione da svariati Natali che, per il pranzo del 25 a casa della nonna Cesarina (la paterna, strenua ottantottenne), la mia famiglia si occupa del dolce, e tra pandori, panettoni, cantuccini e brutti buoni, che qualcuno porta sempre, noi con il nostro tiramisù facciamo sempre la nostra porca figura. Negli anni, la ricetta è stata poi modificata, non nel senso che è stata snaturata eh (sia mai!), ma è capitato ultimamente di comprare i bicchierini in cioccolato fondente e preparare solo la crema al mascarpone (senza i Pavesini imbevuti, per intendersi), con la quale poi riempire i suddetti bicchierini. E due anni fa, la svolta: chi ama il panforte alzi la mano! Nessuno. Mai. O quasi mai. E chi dice di amarlo, ne mangia un quadratino, poi gli stucca (si dice da queste parti) e lo molla lì. Lo mangerò poi. E finisce che il panforte aperto fa la muffa, e lo si butta. Beh, da quando vivo sola ho imparato che si ricicla TUTTO, e quindi puntualmente quel panforte, onnipresente nel cesto natalizio della ditta del mio ciclista fotografo, lo utilizzo in cucina. Che c’entra il Tiramisù della nonna Lilia, vi chiederete? Beh, è presto detto: queste Coppette di Crema di Mascarpone al Panforte sono la rivisitazione in chiave natalizia e antispreco del tiramisù della mia nonna, e hanno successo quanto lui! Ecco come si preparano, la ricetta è semplicissiima… E ora ditemi, su, chi di voi ha (o avrà presto) un panforte in casa e non ha idea di cosa farci?! ;)

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INGREDIENTI (per 3 persone)
2 cucchiai colmi di zucchero (50 gr.) o 2 rasi di fruttosio (35 gr.)
2 uova
3 cucchiai di Vin Santo
250 gr. di mascarpone
1 Panforte (350 gr.)

PREPARAZIONE
Mescolate lo zucchero (o il fruttosio) con i tuorli, quindi aggiungete il Vin Santo e il mascarpone e mescolate bene fino ad ottenere una crema senza grumi. A questo punto montate i bianchi a neve fermissima ed incorporateli alla crema preparata, fino ad ottenere un composto omogeneo. Frullate al mixer 300 gr. di Panforte ed unitene circa 200 gr. alla crema, quindi distribuitela in 4 coppette e ponetele in frigo a raffreddare per qualche ora. Al momento di servire, cospargete la superficie con i 100 gr. di Panforte sbriciolato rimasti e affettate a fettine sottili i restanti 50 gr., che servirete insieme alle coppette.

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Con questa ricetta partecipo al contest Raccontami il Tuo Natale, di Annalisa di Torte di Nuvole

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… e al contest Ricette di Natale di Barbara di una Mamma che Cucina!

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Vellutata di Piselli con Burrata, Pomodori Secchi e Sale Nero delle Hawaii

I piselli sono un verdura per me contrastante. Mi piacciono tanto se serviti come contorno, ad esempio, di un bel pezzo d’arista, ma se me li ritrovo in un primo piatto (pasta o riso che sia) li aborro come la peste! Farci la vellutata è stata una nuova scoperta… E che buona! Questa Vellutata di Piselli con Burrata, Pomodori Secchi e Sale Nero delle Hawaii, dai colori tipicamente italiani, è perfetta per questo tempo che ancora non si decide a diventare davvero freddo: questa vellutata vi scalderà il cuore, ma non troppo in fin dei conti, vista la presenza della burrata e quindi del contrasto caldo-freddo…!

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INGREDIENTI (per 2 persone)
2 cipollotti freschi
500 gr. di piselli (già sgranati)
500 ml di brodo vegetale
½ bicchiere di latte
100 gr. di pan carré integrale
4 pomodori secchi
300 gr. di burrata
olio extravergine di oliva
sale
pepe
sale nero delle Hawaii per la decorazione
basilico per la decorazione

PREPARAZIONE
Lavate i cipollotti, affettateli finemente (io utilizzo anche la parte verde) e rosolateli in una casseruola con un po’ d’olio. Dopo qualche minuto unite i piselli e, dopo averli fatti insaporire, versate il brodo; coprite e cuocete a fuoco medio per circa 20 minuti. A questo punto frullateli con il mixer ad immersione fino ad ottenere una crema; rimettete la pentola sul fuoco, aggiustate di sale, macinate un po’ di pepe e versate il latte; mescolate un paio di minuti, quindi spegnete il fuoco.
Tagliate a cubetti il pan carré e ponetelo su una teglia ricoperta di carta da forno; versate un filo d’olio e fate abbrustolire in forno il tempo necessario a far sì che diventi croccante. Tagliate i pomodori secchi in cubetti piccoli.
Servite la vellutata nelle scodelle ponendo al centro di ognuna di esse un generoso cucchiaio di burrata; decorate con i pomodori secchi, il sale nero e qualche foglia di basilico. Servite accompagnata con i crostini di pane dorati in forno.

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Con questa ricetta partecipo al contest Alla Scoperta del Piatto più Tricolore del Web!

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“Cavoli, che Ricetta!” Il primo foodcontest di Pixelicious

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Un contest? Io, un contest? Sì, io un contest! Il mio blog compie esattamente 7 anni il 19 dicembre di quest’anno, e ultimamente, forse anche grazie al maggior tempo che ho a disposizione, sto particolarmente dietro alla blogosfera che riguarda, ovviamente, il food, ritrovandomi a partecipare a diversi interessanti contest. E nel fare ciò, mi sono resa conto che forse sono stata un pochino troppo in disparte, in tutti questi anni! E’ arrivato quindi il momento di vincere la pigrizia e, come dire, “ricambiare il favore”: oggi indico un contest anch’io! Il post di ieri, il Cavolo Strasci’ato (Cavolfiore al Pomodoro con Salsiccia e Olive Nere) era in qualche modo un indizio: il mio contest si chiama appunto Cavoli, che Ricetta!, titolo forse un po’ scontato, ma beh, almeno è chiaro direi! Ecco le regole per partecipare:

1) L’ingrediente principale delle vostre ricette dovrà essere il cavolo, ortaggio tipicamente invernale, di stagione quindi. Spazio quindi a cavolfiore bianco, cavolfiore verde, cavolo nero, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolo romanesco, cavolo cappuccio, cavolo verza, cavolo cinese, cavolo viola e chi più ne ha più ne metta!

2) Il contest inizierà domani 19 dicembre 2014, giorno del settimo compleanno del mio foodblog, e terminerà il 19 febbraio 2015 alle ore 24:00 (due mesi mi sembrano giusti, vista la presenza delle feste natalizie in mezzo);

3) Ci saranno 3 categorie: antipasti, primi piatti e secondi piatti (ovviamente, il cavolo dovrà essere protagonista nei secondi, non semplice contorno): nella ricetta, scrivete espressamente per quale categoria concorrerete;

4) Per comodità, al contest potranno partecipare solo i possessori di un foodblog italiano e residenti in Italia;

5) Potrete partecipare con una sola ricetta per ogni categoria, basta che sia inedita o quantomeno ripubblicata a partire dal 19 dicembre 2014; non ho l’esclusiva, quindi se volete potrete, con la stessa, partecipare anche ad altri contest;

6) La ricetta dovrà contenere almeno una foto del piatto finito; non mi interessano foto della preparazione, confido nella vostra voglia di cucinare e fotografare;

7) Dovrete inserire il banner del contest con il link a questo post sia in fondo al post della ricetta (con la dicitura “con questa ricetta partecipo al contest Cavoli, che Ricetta! del blog Pixelicious, di Sara”) sia nel banner laterale del vostro blog o nello spazio riservato ai contest;

8) Lasciate un commento a questo post con il link della vostra ricetta e io la inserirò nella lista delle ricette partecipanti;

9) Non è obbligatorio iscriversi al mio foodblog, ma se lo farete mi farà molto piacere: vi basterà inserire il vostro indirizzo email  in alto a destra, sotto alla scritta “Segui questo blog”, e poi cliccare su “subscribe”;

10) Il vincitore o la vincitrice sarà decretato entro la fine del mese di febbraio 2015; a giudicare le ricette saremo io ed il mio fidanzato ciclista ma soprattutto fotografo. Le ricette saranno giudicate in base alla creatività, all’appetibilità del piatto preparato, all’accostamento degli ingredienti e alla presentazione scenica e fotografica del piatto;

11) I premi saranno 3, uno per categoria… Nessuno sponsor, li sceglierò io per voi, tema food ovviamente… Sarà una sorpresa! Piccole cose, ma utili in cucina ;)

12) Siccome non mi piace predicare bene e razzolare male, vi prometto che cercherò di seguirvi il più possibile… Io per prima detesto quando commento un post e per settimane nessuno l’approva o nessuno risponde, soprattutto quando c’è di mezzo un contest e l’emozione è tanta!

Bene, dettate le regole, noiose ma necessarie, ecco il banner che dovrete inserire, con link a questo post, per la partecipazione al contest:

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Beh, che dire, vi aspetto numerosi!!

ELENCO RICETTE IN GARA:

Antipasti

Primi piatti

Secondi piatti

“Ai sensi dell’art. 6 comma 1 lett a) del DPR 430/2001, si precisa che la presente iniziativa, finalizzata alla raccolta di ricette e creazioni artistiche e fotografiche in ambito della cucina, non è sponsorizzata da alcuno ed ha il mero scopo di divertimento e di promozione della coscienza delle diverse tradizioni culinarie nel web; il conferimento del premio agli autori delle ricette premiate rappresenta semplicemente un riconoscimento del loro merito personale.”

Cavolo Strasci’ato (Cavolfiore al Pomodoro con Salsiccia e Olive Nere)

Anche oggi, un omaggio alla mia terra: ricetta tipicamente toscana, il  Cavolo Strasci’ato (Cavolfiore al Pomodoro con Salsiccia e Olive Nere) è un secondo piatto (ma forse anche un piatto unico) davvero gustoso! Il termine “strascicato” (in dialetto “strasci’ato”) significa trascinato, sia in senso reale che figurato… In questo caso, il termine è riferito alla cottura lenta e al fatto che il cavolo assorbe tutto il sughetto, insaporendosi gustosamente :) Ecco la ricetta:

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INGREDIENTI (per 4 persone)
1 cavolfiore (peso lordo 850 gr.)
2 spicchi d’aglio
2 salsicce
400 gr. di polpa di pomodoro
125 gr. di olive nere snocciolate
farina 00
sale
pepe
olio extravergine di oliva

PREPARAZIONE
Tagliate il cavolfiore dividendolo in cimette. In una ciotola setacciate abbondante farina con un pizzico di sale ed una macinata di pepe, quindi passate il cavolfiore nella farina e poi rosolatelo in una padella capiente dove avrete in precedenza fatto scaldare qualche cucchiaio di olio d’oliva assieme agli spicchi d’aglio. Non appena il cavolfiore avrà preso colore, aggiungete le salsicce spellate e sbriciolate; dopo qualche minuto unite anche la polpa di pomodoro, ½ bicchiere d’acqua e le olive snocciolate. Fate cuocere a fuoco dolce, coperto, per 30 minuti o comunque fino a che il cavolo non risulterà tenero, controllando di tanto in tanto (strasci’ate il cavolo con la forchetta!), aggiustando di sale e pepe ed aggiungendo del liquido se necessario (io un paio di volte ho aggiunto ½ bicchiere d’acqua). Servite caldo, accompagnato da del buon pane toscano arrostito.

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Con questa ricetta partecipo al contest Natale al Pomodoro, di Ricette dal Mondo!

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Budini di Riso

Come vi avevo accennato qui, i budini di riso sono delle pastine tipicamente da colazione molto note in Toscana, soprattutto in quel di Firenze. Il nome “budino” è probabilmente improprio, visto che si tratta di crostatine piuttosto alte, dalla tipica forma ovale, formate da un rivestimento di frolla ed un ripieno stile torta di riso, ossia riso cotto nel latte con uova, zucchero, scorza di limone e vaniglia. Ve l’ho già detto svariate volte, ma ve lo ripeto: i Budini di Riso sono la MIA colazione!! E chi mi conosce bene sa che con un budino di riso mi fa felice (sembra ieri quando il mio ciclista fotografo si presentava ai corsi all’università con il magico sacchettino bianco in mano… il budino di riso per me… e mi si illuminavano gli occhi :) )!!
Insomma, dopo averli per trent’anni degustati, ho deciso di cimentarmi nella loro preparazione. E devo dire che come primo tentativo non è andata male, anzi!
Lo spunto l’ho preso da qui, mi è sembrata una ricetta accurata e scritta da chi sapeva di che parlava, ecco… E soprattutto sono d’accordo: quelli bassi e rotondi, stile tartelletta, anche se hanno lo stesso ripieno non sono i veri budini di riso! ;)
Quindi, con delle piccole modifiche dovute soprattutto ai miei stampi (ho utilizzato questi), ecco la mia ricetta:

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INGREDIENTI (per 12 budini ovali, h. 4 cm, lunghezza 8 cm, larghezza 6 cm; circa 100 gr. a budino)
per la pasta:
200 gr. di farina 00
30 gr. di farina di mandorle
30 gr. di zucchero (o 25 gr. di fruttosio)
1 pizzico di sale
60 gr. di zucchero a velo (o 50 gr. di fruttosio a velo) + quello per la decorazione finale
100 gr. di burro
1 uovo piccolo (peso circa 50 gr. con guscio)
per il ripieno:
800 ml di latte
1 pizzico di sale
125 gr. di riso originario
70 gr. di zucchero (o 60 gr. di fruttosio)
2 uova belle grandi (o 3 piccole)
½ cucchiaino di vaniglia in polvere
1 limone piccolo (scorza)

PREPARAZIONE
Setacciate in una ciotola le due farine, lo zucchero (o fruttosio) semolato, il sale e lo zucchero (o fruttosio) a velo; unite il burro freddo a tocchetti e formate una pasta briciolosa lavorandola con le dita. Unite l’uovo, lavorate bene la pasta, quindi formate una palla e, avvolta in carta trasparente, ponetela in frigo a raffreddare per almeno mezz’ora.
Nel frattempo preparate il ripieno: scaldate il latte in un pentolino insieme al pizzico di sale, portatelo quasi a bollore, quindi versate a pioggia il riso e da quel momento, a fuoco non troppo alto, cuocete per circa 20 minuti, mescolando spessissimo. Quando il riso sarà cotto ed il composto bello denso, spengete il fuoco e fate intiepidire.
Nel frattempo riprendete la frolla e formate 12 palline dal peso di 35-40 gr. l’una; stendetele fini su di un piano infarinato e con esse rivestite i vostri stampini da budini, facendo in modo che la pasta sporga leggermente dal bordo. Ponete gli stampi foderati di frolla in frigo a riposare.
A questo punto amalgamate al riso cotto lo zucchero (o fruttosio), le uova, la vaniglia e la scorza di limone, quindi riempite col ripieno i vostri stampini. Ponete di nuovo in frigo e nel frattempo riscaldate il forno a 180°C.
Quando il forno avrà raggiunto la temperatura, infornate i budini a 180° C per circa 30 minuti, avendo cura di non far bruciare troppo la superficie; fate la prova stecchino e se l’interno non sarà ancora ben compatto ma la superficie colorita, coprite con carta da forno e continuate la cottura.
Una volta sfornati lasciateli intiepidire, quindi decorateli con zucchero (o fruttosio) a velo e gustateli… Tiepidi sono divini!

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Con questa ricetta partecipo al contest Un anno di colazioni: la Mia Colazione Preferita di Letizia in cucina!

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Il “Primone” (Fusilli con Gamberi, Polpa di Granchio e Pomodorini)

A casa dei miei, da sempre è tradizione ormai chiamare questa ricetta “Primone”, il primo piatto che più meglio non si può. Quando la mamma lo cucina è grande festa, e il babbo stappa una bottiglia di vino buono… E’ il piatto delle grandi occasioni. Quando vivevo ancora coi miei, questo ovviamente capitava più spesso (e a dirla tutta, ogni occasione diventava “grande”, perché grande era la voglia di gustare di nuovo il “primone” :D )… Negli ultimi anni, che non ci vediamo invece così spesso, o meglio che io non càpito tanto spesso a casa (sono più loro che vengono a trovarmi qui a Lucca la domenica sera, quando tornano dal mare, quasi ogni fine settimana), è andata a finire che la “grande occasione” per mangiare il “primone” tutti insieme è diventata il Natale, o il giorno prima, o il giorno dopo, insomma nei giorni di festa in cui si è tutti più liberi e si sta insieme in tranquillità. Quindi, Il “Primone” (Fusilli con Gamberi, Polpa di Granchio e Pomodorini), il piatto forte (anzi, diciamo “uno dei piatti forti”!) di mamma Elena, è per me simbolo di festa, di famiglia, e adesso anche di Natale… Ed è ovviamente diventato anche uno dei piatti forti anche della mia, di cucina ;) Eccovi la ricetta:

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INGREDIENTI (per 2 persone)
1 spicchio d’aglio
125 gr. di pomodorini ciliegini
200 gr. di gamberi freschi (12 più o meno)
200 gr. di fusilli
1 scatoletta di polpa di granchio al naturale (120 gr.)
1/2 bicchiere di vino bianco
olio extravergine di oliva
sale
prezzemolo
peperoncino

PREPARAZIONE
Schiacciate lo spicchio d’aglio e tenetelo in una ciotolina con 5/6 cucchiai d’olio, per farlo insaporire. Se potete, questa operazione fatela qualche ora prima, così l’olio prende più sapore. Tagliate i pomodorini a pezzetti, sgusciate i gamberi e mettete l’acqua sul fuoco, quindi iniziate a preparare il sugo non appena avete buttato i fusilli (sembra lunga ma in realtà la preparazione è velocissima!).
Prendete una padella (io uso la wok), versateci la polpa di granchio (non il surimi, mi raccomando, questa è polpa di granchio vera e non ha niente a che fare con quella sottospecie di cilindro semi-sintetico fatto con gli scarti di mille pesci, tutti apparte il granchio!) compresa della sua acqua, quindi unite lo spicchio d’aglio che avevate usato per insaporire l’olio (se l’avete fatto qualche ora prima, il sapore l’olio l’avrà preso di sicuro) e fate sobbollire un paio di minuti. A questo punto aggiungete il vino bianco, fatelo evaporare (circa 3 minuti), quindi aggiungete i pomodorini tagliati a pezzetti facendoli cuocere un paio di minuti; aggiustate di sale. A questo punto unite anche i gamberi precedentemente sgusciati e fateli scottare un minuto, non di più.
A questo punto, i fusilli dovrebbero essere cotti: abbassate al minimo la fiamma della wok e fateci saltare la pasta. Infine unite il prezzemolo tritato, macinate un po’ di peperoncino (senza eccedere) ed unite l’olio crudo insaporito. Spengete la fiamma, date un’ultima mescolata a fuoco spento, quindi servite.

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Con questa ricetta partecipo al contest Raccontami il Tuo Natale, di Annalisa di Torte di Nuvole

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… al contest Il Mio Piatto Forte, di Federica de L’Angolo Dolcissimo

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… e al contest Ricette di Natale di Barbara di una Mamma che Cucina!

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Cobbler (American Crumble) alle Mele e Mandarini

Oggi è il giorno del giudizio, o quantomeno della svolta, almeno spero, per la salute della mia micina Patti. Ma mentre scrivo siamo ancora in attesa, e tra un collirio, una pomata e un aerosol attendo impaziente l’ora di andare. Al trasportino ormai c’è così abituata che mettercela dentro (credo sia tipo la 50esima volta in 20 giorni) non sarà certo un problema… Mentre scrivo, ma al momento in cui pubblicherò il post sarò già tornata. Del verdetto però scriverò lunedì, che avrò metabolizzato, spero, qualunque cosa venga fuori…
Ma veniamo a noi e parliamo di cose piacevoli, soprattutto per il palato (ma anche per l’animo, il che non guasta :) ). Ho scoperto il cobbler, e me ne sono innamorata. In realtà, benché molto spesso lo si identifichi come il “crumble” inglese, il cobbler è un dessert tipico americano che ha in comune con esso solo lo strato di frutta cotta sottostante: lo strato superiore di questo dolce non è formato da una frolla briciolosa come quella del crumble, ma da uno strato quasi unico più soffice e leggermente lievitato. Ho preparato questo Cobbler (American Crumble) alle Mele e Mandarini associando quindi due frutti tipicamente autunnali: l’importante è comunque, a mio parere, accostare frutti leggermente aspri (i mandarini) ad altri invece più dolci (le mele); d’estate è infatti un must utilizzare per questa preparazione frutti di bosco e pesche o albicocche. Ma ecco la ricetta:

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INGREDIENTI (per una teglia rotonda, diametro 28 cm)
4 mele rosse (peso lordo 700 gr.)
1 limone (succo)
1 arancia (succo)
100 gr. di fruttosio (o 130 gr. di zucchero) + quello per la teglia e per la superficie
100 gr. di burro + quello per la pirofila
1 cucchiaino di vaniglia in polvere
9 mandarini (peso lordo 570 gr.)
200 gr. di farina 00
1 cucchiaino raso (4 gr.) di lievito non zuccherato né vanigliato (baking powder)
1 arancia (scorza)
1 pizzico di sale
60-70 ml di latte

PREPARAZIONE
Tagliate ogni mela in 4 spicchi, sbucciate ogni spicchio ed eliminate il torsolo, quindi tagliateli a cubetti e poneteli via via in una casseruola dove avrete già versato il succo di limone e dell’arancia. Quando avrete finito di tagliare le mele unite 60 gr. di fruttosio (o 80 gr. di zucchero), 40 gr. di burro e la vaniglia, quindi cuocete a fuoco medio per circa 5 minuti. Nel frattempo sbucciate i mandarini, eliminate i fili bianchi e divideteli a spicchi, tagliandoli tutti a metà; uniteli alle mele e continuate la cottura per altri 10 minuti, quindi fate intiepidire.
Mentre la frutta intiepidisce, preparate lo strato superiore: in una ciotola setacciate la farina, i restanti 40 gr. di fruttosio (o 50 gr. di zucchero), il lievito, la scorza d’arancia ed il sale; unite i restanti 60 gr. di burro a tocchetti e con le dita lavoratelo quanto basta fino ad ottenere un composto bricioloso; versate quindi il latte (poco alla volta, magari non vi servirà proprio tutto) e lavorate ancora velocemente, quanto basta per far stare insieme l’impasto.
Imburrate la pirofila, cospargetela di fruttosio, distribuitevi la frutta in modo uniforme e ponete su di essa l’impasto prelevandone poco alla volta e formando dei cerchi sottili spessi indicativamente ½ cm. Spolverizzate la superficie con poco zucchero (o fruttosio) ed infornate nel forno già caldo a 180° C per circa 25 minuti, coprendo la superficie con un foglio di carta stagnola se la superficie dovesse dorarsi troppo; servite caldo, accompagnato con una pallina di gelato alla crema o dello yogurt greco.

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Con questa ricetta partecipo al contest a 4 mani Orange is the New Black, di Nicol di Col Kitchen & Photos (rifatevi a lei per le ricette salate) insieme a Monica di One in a Million (a lei comunicate i link delle ricette dolci)…  :)

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Cake Salato allo Yogurt con Pancetta e Salvia

Questa sensazione di attesa è devastante. Alla fine ci siamo arrivati, al 12, e domani speriamo di arrivare ad una svolta per capire che cos’ha la nostra Patti e curarla come si deve. Intanto, in Natale in casa nostra continua a restare in stand-by, poi domani valuteremo… Nota positiva, la camerina nuova e l’addio a quell’inguardabile letto nero in ecopelle!
Altra nota positiva è senz’altro la cucina, il mio mondo in cui evadere, sognare, sperimentare, sorridere. Questo Cake Salato allo Yogurt con Pancetta e Salvia è nato per caso, ma si è rivelato un ottimo articolo: come ogni cake salato, è ottimo servito come aperitivo per accompagnare salumi e formaggi morbidi. Il profumo della salvia prepondera, e smorza il gusto “pieno” della pancetta… Provare per credere!

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INGREDIENTI (per uno stampo rettangolare 25 cm x 9 cm, alto 7 cm)
1 cipolla bionda
300 gr. di pancetta affumicata a cubetti
3 uova
100 ml di latte
170 gr di yogurt greco
1 pizzico di sale
4 cucchiai d’olio extravergine di oliva + quello per la cipolla
200 gr. di farina 00
1 bustina (15 gr.) di lievito (io uso la baking powder)
10 foglie di salvia
pepe

PREPARAZIONE
Tritate finemente la cipolla e fatela imbiondire in una padella con poco olio; unite quindi la pancetta a cubetti e fate rosolare bene a fuoco medio. Nel frattempo, in una ciotola sbattete i tuorli con il latte, lo yogurt, il sale e l’olio; amalgamate bene, quindi unite la farina setacciata con il lievito ed infine gli albumi montati a neve ferma. Grattugiate un po’ di pepe e, in ultimo, amalgamate alla preparazione prima la salvia lavata e tritata, poi la pancetta rosolata con la cipolla.
Versate il composto nello stampo da cake precedentemente oliato ed infarinato o rivestito con carta da forno e cuocete nel forno già caldo a 180° C per circa 40 minuti, coprendo con un foglio di carta da forno quando la superficie sarà sufficientemente dorata (fate comunque la prova stecchino). Fatelo raffreddare prima di affettarlo, quindi servite il cake accompagnato con formaggi freschi.

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Coon questa ricetta partecipo al contest Cucinare con Spezie, Aromi ed Erbe Aromatiche, di Cinzia ai Fornelli!

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Pici Senesi alla Soprassata con Briciole Croccanti e Scorza d’Arancia

Non c’è limite alla sperimentazione culinaria. Non so voi, ma io non avevo mai utilizzato la soprassata in un primo piatto, a dire il vero non l’avevo mai utilizzata per cucinare; per me la soprassata è sempre stato un salume e come tale, da sempre, l’ho consumato. Ma questa ricetta, trovata per caso su una rivista e leggermente rivisitata, mi ha incuriosito al punto di decidere di testarla, e… Che dire, questi Pici Senesi alla Soprassata con Briciole Croccanti e Scorza d’Arancia si sono rivelati un vero successo, un primo piatto gustoso e saporito dove la morbidezza della parte grassa contrasta con la croccantezza della parte secca (il pane tostato) e l’agrodolce dell’arancia dà quel che di intenso e piacevole ;)
Prima della ricetta, una precisazione: non è un caso che io parli di “soprassata” anziché di “soppressata”. La soprassata, infatti, è esattamente quella che noi mangiamo qui in Toscana: un salume composto da scarti di suino come i tendini, le cotenne e parti del collo, insaporito con varie spezie (ok, a leggerlo fa schifo, ma io adoro questo tipo di schifezze!); pressata, la soprassata ha una consistenza dura benché molto grassa (diciamo che ricorda la mortadella: tagliata a fette spesse, si può ridurre a cubetti, a differenza ad esempio di un salume più fresco come la finocchiona, nel fiorentino anche detta “sbriciolona” proprio perché se tagliata alta tende a sbriciolarsi quasi come una salsiccia cruda). La soppressata intesa tradizionalmente, invece, è quella tipica del sud Italia, più simile ad una salsiccia e piuttosto piccante (non “speziata” come la soprassata nostra, che è diverso); e non è questa che io ho usato nella mia ricetta.

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INGREDIENTI (per 2 persone)
3 fette di pane (meglio se raffermo)
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
200 gr. di soprassata (due fette spesse)
1 cucchiaio di bacche di ginepro
250 ml di brodo di carne
350 gr. di pici senesi (pasta fresca)
1 arancia (scorza)

PREPARAZIONE
Sbriciolate la mollica delle fette di pane e ponetele in una padella capiente con l’olio; lasciate sfriggere fino a che il pane non sarà dorato, quindi assorbite l’olio in eccesso con della carta assorbente e tenete da parte. Nella stessa padella ponete la soprassata tagliata a cubetti e le bacche di ginepro; lasciate rosolare un paio di minuti, dunque unite il brodo; cuocete a fuoco vivo per cinque minuti, quindi spengete il fuoco (resterà un po’ di liquido, che più che liquido sarà denso dato il grasso della soprassata, e che vi servirà per mantecare la pasta). Mentre i pici cuociono (in abbondante acqua poco salata) grattugiate la scorza di un’arancia e ponetela su di un pezzetto di carta da forno; fatela tostare in forno giusto il tempo di farla diventare secca e croccante, quindi tenete da parte. Una volta che i pici saranno cotti fateli saltare un paio di minuti nella padella con la soprassata, quindi servite decorando ciascun piatto con le briciole di pane e con la scorza d’arancia tostata.

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Con questa ricetta partecipo al contest a 4 mani Orange is the New Black, di Nicol di Col Kitchen & Photos (colei che accumula le ricette salate) insieme a Monica di One in a Million (che raccoglie i link delle ricette dolci)…  :)

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Makowiec (Rotolo Polacco ai Semi di Papavero)

Non è un caso che io sia andata a cercare proprio un dolce polacco. Vi spiego l’antefatto: a fine agosto mia sorella è stata con il suo  ragazzo in Germania, zona Baviera, a trovare i nonni e gli zii di lui. E ovviamente hanno pensato bene di riportare in dono qualche prelibatezza sia a mamma e babbo (salamini e salsine si sono sprecati!), sia alla sorellona foodblogger ed al suo ciclista fotografo, che è stato ben rifornito di birre di ogni tipo e sorta! Quanto alla mia parte, oltre ai tanto agognati bagnoschiuma ecobio, che lì si trovano in quasi tutti i supermercati, nel mio scatolone c’era una spezia a me sconosciuta (il pimento, di cui vi parlerò presto) ed una busta colorata dal contenuto a me non ben chiaro. La foto sulla busta riportava una specie di cake variegato, ma la parte scura era troppo “nera” per essere cacao. Credevo si trattasse di una specie di preparato per dolci, anche se mi sembrava strano che mia sorella potesse avermi regalato una roba del genere, finchè mia madre mi ha accennato qualcosa in riferimento a della “droga”…. “Marijuana? Mamma ma che mi hanno portato?” :O
Niente di tutto ciò. Corrado, il ragazzo di mia sorella, mi ha tradotto le scritte in tedesco sulla busta ed ho scoperto che si trattava di semi di papavero. E come fanno a farci un cake variegato così “pieno”? Mi sono documentata, e sono arrivata infine al Makowiec (Rotolo Polacco ai Semi di Papavero), un dolce tipico della Polonia, appunto (ma è comunque diffuso in tutta la MittelEuropa, in Austria ad esempio si chiama Mohnstrudel ma è identico…), che si prepara solitamente sotto Natale, che non era proprio quello rappresentato sulla busta dei semi di papavero ma che comunque ci si avvicinava molto. Io però non ho resistito fino a Natale, ed ho deciso di cimentarmi subito in questa preparazione, più di una volta a dire il vero prima di trovare la ricetta perfetta… Che alla fine sono riuscita a trovare, proprio vicino a Natale! Eccoci qui quindi… Credetemi, questo rotolo vi stupirà!

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INGREDIENTI (per due rotoli, diametro 10 cm, lunghezza 30 cm)
per l’impasto:

25 gr. di lievito di birra (1 cubetto)
50 ml di latte
2 uova e 1 tuorlo + 1 tuorlo per la superficie
150 gr. di zucchero (o 130 gr. di fruttosio) + 1 cucchiaino
1 puntina di sale
500 gr. di farina 00
65 gr. di burro morbido
per il ripieno:
150 ml di latte
200 gr. di semi di papavero
70 gr. di uvetta
50 gr. di noci tritate
3 cucchiai di miele (io sostituisco con lo sciroppo d’agave, 5 cucchiai)
50 gr. di burro
½ arancia (scorza e succo)
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
1 albume

PREPARAZIONE
Preparate l’impasto: sciogliete il lievito di birra nel latte insieme ad un cucchiaino raso di fruttosio, mescolate bene ad attendete che la superficie non cresca di volume diventando schiumosa (circa 20 minuti). Nel frattempo, in una ciotola capiente, sbattete le uova con il fruttosio (o zucchero) ed unite un pizzico di sale. Aggiungete quindi la farina ed il latte con il lievito, quindi impastate bene con le mani per qualche minuto. Unite il burro morbido a fiocchetti e lavorate ancora, quindi coprite e lasciate riposare per un paio d’ore (non preoccupatevi se non cresce di volume, io mi sono dannata l’anima perché ogni ricetta che trovavo diceva che l’impasto doveva lievitare stile pasta della pizza… A me non è mai successo in 3 volte, eppure in cottura è venuto perfetto lo stesso!).
Nel frattempo, preparate il ripieno: portate ad ebollizione il latte ed unitevi i semi di papavero; dopo un paio di minuti spengete il fuoco ed unite l’uvetta, le noci, il miele (io sostituisco con lo sciroppo d’agave), il burro, la scorza ed il succo di mezza arancia e la cannella; montate a neve l’albume ed incorporatelo delicatamente al composto, quindi lasciate raffreddare.
Quando sarà trascorso il tempo di lievitazione dell’impasto riprendetelo e lavoratelo qualche minuto, quindi stendetelo con il mattarello su di un piano infarinato (l’impasto è appiccicoso all’inizio, ma con le mani infarinate si lavora e si stende bene) ottenendo due rettangoli di circa 35×30. Spalmatevi il composto di semi di papavero fino a 2 cm dai bordi, quindi arrotolateli nel senso della lunghezza e poggiateli su di una teglia rivestita con carta da forno con i punti di apertura dei rotoli rivolti verso il basso; ripiegate all’ingiù le due estremità di ogni rotolo premendole bene per non far fuoriuscire il ripieno. Fate lievitare coperti per altri 40 minuti, quindi spennellate con il tuorlo ed infornate a 190° C per circa 50 minuti; coprite con un foglio di carta stagnola se la superficie dovesse dorarsi troppo. Fate in modo che il rotolo sia completamente raffreddato prima di affettarlo.

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n.b. non volendo per scelta utilizzare lo zucchero raffinato, dopo vari tentativi di glasse a base di fruttosio che non si solidificavano (ma prima o poi troverò il modo di fare una glassa decente col fruttosio…!) ho abbandonato l’idea e l’ho lasciato così, nature, ma se siete più bravi di me potete ricoprire il rotolo con la glassa e decorarlo, prima che questa raffreddi, con mandorle a scaglie o con canditi.

Con questa ricetta partecipo al contest Dolci di Natale, di Camilla de La Cascata dei Sapori in collaborazione con AntoCrea

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… al contest Cucinare con Spezie, Aromi ed Erbe Aromatiche di Cinzia ai Fornelli

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… e alla staffetta di Barbara di “Di Cucina in Cucina”… Questo mese tocca a Paola di Le Mie Ricette Con e Senza, con i suoi Dolci Natalizi!

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