Insalata di Rucola e Finocchi con Salmone, Mozzarella e Semi di Aneto

Non si può dire certo che sia un caldo afoso, eppure io già sto iniziando a cucinare meno e mangiare molte più cose crude!! Pur odiando la lattuga ed i suoi stretti derivati, io in generale adoro le insalate (come foglie solo rucola, valeriana, spinaci freschi e poco altro),nel senso che adoro mixare sapori e consistenze diverse… E’ il caso di questa Insalata di Rucola e Finocchi con Salmone, Mozzarella e Semi di Aneto, dove le verdure croccanti e la morbidezza di salmone e mozzarella si fondono alla perfezione, e il gusto è di una freschezza unica… Perfetta da portare al mare ;)

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INGREDIENTI (per 2 persone)
60 gr. di rucola
160 gr. di finocchio (io ne ho usato metà)
100 gr. di mozzarella (4 bocconcini)
100 gr. di salmone affumicato (trancio)
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
½ limone (succo)
1 cucchiaino di semi di aneto
sale
pepe

PREPARAZIONE
Lavate la rucola, asciugatela delicatamente e ponetela in una ciotola. Affettate finemente il finocchio, tagliate a dadini le mozzarelline e affettate il trancio di salmone, unite tutto alle foglie di rucola e mescolate delicatamente con le mani. In una ciotolina preparate una citronette con olio, limone, 2 pizzichi di sale ed una generosa macinata di pepe; emulsionate bene e versate il condimento sull’insalata. Guarnite coi semini di aneto e servite.

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Con questa ricetta partecipo al contest La Primavera nell’Insalatiera, di La Cuisine Très Jolie… Ecco il banner!

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Malloreddus (Gnocchetti Sardi) con Tonno, Pomodorini, Capperi e Bottarga

Adoro testare nuovi tipi di pasta, ancor di più se questi si abbinano bene al pesce. E’ il caso dei malloreddus o gnocchetti sardi, che in realtà hanno poco o niente a che vedere con gli gnocchi veri e propri, somigliando decisamente di più a delle conchiglie rigate. Come tutta la pasta rigata, i malloreddus hanno la capacità di trattenere il sugo in modo favoloso, senza quindi che ci sia bisogno di creme o artifici vari. E’ il caso di questi miei Malloreddus (Gnocchetti sardi) con Tonno, Pomodorini, Capperi e Bottarga, un primo piatto che profuma squisitamente di mare, di fresco e di genuino… Un modo gustoso di accogliere questi tepori primaverili che fanno pregustare l’estate, il sole, le spiagge…. Non vedo l’ora che sia giugno!

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INGREDIENTI (per 2 persone)
1 cipolla bionda
150 gr. di tonno freschissimo
200 gr. di malloreddus
25 gr. di capperi
1 bicchiere di vino bianco
150 gr. di pomodorini pachino (io ne ho usati 6)
½ bicchiere di brodo di pesce
10 gr. di bottarga di muggine
olio extravergine di oliva
sale
finocchietto selvatico
pepe nero

PREPARAZIONE
In una padella capiente scaldate l’olio, quindi unite la cipolla tritata; tagliate a pezzetti il tonno fresco (diciamo striscioline spesse ½ cm e lunghe 2 cm), unitelo alla cipolla quando questa sarà dorata e lasciate cuocere per un paio di minuti, quindi unite i capperi ed aggiustate di sale. A questo punto versate il vino bianco, lasciate evaporare a fuoco vivo, quindi aggiungete i pomodorini tagliati a spicchi, parte del finocchietto selvatico (se lo trovate usatelo fresco, io non l’ho trovato ed ho dovuto ripiegare sulla mia scorta calabrese di finocchietto selvatico essiccato, che è comunque profumatissimo) ed il brodo di pesce; aggiustate di sale, macinate poco pepe e lasciate che il sugo si restringa quanto basta.
Nel frattempo cuocete i malloreddus in abbondante acqua salata, saltateli nella padella col sugo preparato, quindi servite unendo il finocchietto restante e le scaglie di bottarga che avrete grattugiato al momento.

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Sformatini di Carote Viola con Crema di Parmigiano e Granella di Pistacchi

Una scoperta recente per quel che mi riguarda sono le carote viola. Presidio slow food, le carote viola vengono coltivate nei pressi di Bari, e strano ma vero ogni tanto alla Pam le trovo… E non me le lascio sfuggire! Il sapore non è diverso da quello delle carote classiche, ma il colore è così particolare che utilizzarle in cucina è uno spettacolo! Nel caso di questi Sformatini di Carote Viola con Crema di Parmigiano e Granella i Pistacchi, ad esempio, la gamma di colori che nasce è a parer mio favolosa… Sformatini dal gusto delicato, ma dal colore indubbiamente vistoso ;) Ecco qui la ricetta:

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INGREDIENTI (per 6 sformatini, diam. inf. 5 cm, diam. sup. 8 cm, h. 5 cm)
per gli sformatini:
6 carote viola (peso lordo 430 gr.)
25 gr. di farina
250 ml di latte
25 gr. di burro + quello per gli stampini
1 uovo
15 gr. di parmigiano grattugiato
2 cucchiai di pan grattato + quello per gli stampini
20 gr. di pistacchi sgusciati
sale
noce moscata
pepe
per la crema di parmigiano:
15 gr. di burro
60 gr. di parmigiano grattugiato
150 ml di latte

PREPARAZIONE
Sbucciate le carote, tagliatele a pezzetti e ponetele in un pentolino insieme a 350 ml di acqua salata; portate a bollore e cuocete per 20 minuti, quindi frullate le carote e la loro acqua con il mixer fino ad ottenere una crema omogenea. A questo punto preparate la besciamella: stemperate la farina in poco latte e aggiungete il resto del latte solo quando la farina sarà ben amalgamata, poi mettete il pentolino sul fornello a fuoco medio/basso e portate a ebollizione continuando a mescolare; fate bollire (sempre mescolando) per pochi minuti. Aggiungete il sale e la noce moscata e, alla fine, unite il burro e fatelo sciogliere. A questo punto mescolate le carote passate al mixer con la besciamella preparata, il tuorlo, il parmigiano grattugiato, il pan grattato e l’albume precedentemente montato a neve, salate se necessario e aggiungete una grattatina di pepe.
Versate il composto negli stampini imburrati e spolverizzati con del pan grattato, livellate bene la superficie, quindi metteteli nel forno preriscaldato a 180° per circa 40 minuti.
Nel frattempo, preparate la crema di parmigiano: fate sciogliere i rimanenti 15 gr. di burro in una casseruola, unite i restanti 60 gr. di parmigiano grattugiato ed i restanti 150 ml di latte e lasciate cuocere a fuoco medio per circa 10 minuti mescolando sempre con una frusta per evitare la formazione di grumi, raggiungendo la consistenza desiderata (la crema non dev’essere troppo solida, ma comunque ben omogenea; se doveste riscaldarla in seguito aggiungete un filo di latte per riammorbidirla).
Una volta pronti gli sformatini sfornateli, lasciateli intiepidire, quindi sformateli sui piattini sui quali avrete versato un paio di cucchiai di crema di parmigiano ciascuno. Ponete la restante crema sopra agli sformatini, decorate con i pistacchi spezzettati grossolanamente e servite.

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Con questa ricetta partecipo al contest La Cucina in Viola”, di La Stufa Economica!

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Insalata di Puntarelle e Aringa con Pecorino Romano e Pomodori Secchi

 Nonostante la giornata di oggi sia decisamente uggiosa e umida, non si può dire che il caldo non abbia già bussato alle nostre porte. Le giornate si sono finalmente allungate, e quindi, perchè no, è tempo anche per una bella insalata, una di quelle cariche al punto giusto da essere gustosa e stuzzicante, ma pur sempre nei limiti delle calorie! Questa Insalata di Puntarelle e Aringa con Pecorino Romano e Pomodori Secchi è proprio questo: un’esplosione di gusti, un mix di sapori decisi e di profumi intensi, ma pur sempre un’insalata, dove i grassi del formaggio e dei condimenti sono smorzati dall’amarognolo delle puntarelle, verdura che personalmente adoro e che trovo molto sottovalutata, o semplicemente poco utilizzata dalle mie parti qui in Toscana. Ecco la ricetta, semplicissima:

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INGREDIENTI (per 2 persone)
1 cespo di puntarelle (peso lordo 750 gr.)
1 spicchio d’aglio
2 filetti di acciuga
2 filetti di aringa (110 gr.)
60 gr. di pomodori secchi
20 gr. di pecorino romano
olio extravergine di oliva
sale
pepe

PREPARAZIONE
Lavate le puntarelle sotto il getto di acqua fredda; scolatele, mondatele e tagliatele a listarelle piuttosto sottili, quindi ponetele in un’insalatiera. In una padella piccola scaldate un po’ di olio, unite l’aglio schiacciato ed i filetti di acciuga e fateli sciogliere. Tagliate a tocchetti i filetti di aringa, quindi uniteli alle puntarelle; unite anche i pomodorini secchi spezzettati grossolanamente e condite tutto con l’olio caldo, aggiustando di sale e di pepe. Aggiungete il pecorino romano ridotto in scaglie e servite.

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Con questa ricetta partecipo al contest Smiling Diet di JustHermione

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… E al contest La Primavera nell’Insalatiera, di La Cuisine Très Jolie…!

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Insalata Tiepida di Polpo e Broccoli

Prima che il broccolo e tutta la famiglia dei cavoli sia completamente fuori stagione, mi piaceva farvi avere questa ricetta. Questa Insalata Tiepida di Polpo e Broccoli è molto delicata, perfetta per chi vuol restare in forma senza rinunciare al gusto ed alla buona tavola ;) L’accoppiata polpo+broccoli è tanto inflazionata quanto buona, io ci ho provato per la prima volta e sicuramente, prima che spariscano del tutto i broccoli dai nostri supermercati, ci riproverò perchè mi ha davvero entusiasmata!

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INGREDIENTI (per 2 persone)
1 polpo (circa 700 gr.)
1 cucchiaino di peperoncino essiccato
2 spicchi d’aglio
200 gr. di broccoli
2 filetti di acciuga sott’olio
sale
olio extravergine di oliva
prezzemolo

PREPARAZIONE
Mettete a bollire un bel pentolone d’acqua, versatevi da subito il peperoncino, salate al bollore ed immergetevi il polpo precedentemente pulito, spellato ed eviscerato. Cuocete, scoperto, per circa 25/30 minuti (se il peso del vostro polpo è intorno ai 500 gr., diminuite la cottura a circa 20 minuti). Preparate una marinata con olio, prezzemolo tritato ed uno spicchio d’aglio schiacciato e tenete da parte.
Pulite il broccolo e cuocete le cimette a vapore sfruttando il vapore del polpo, ossia ponendo il cestello per la cottura a vapore sulla pentola del polpo per 10 minuti (se i vostri broccoli sono surgelati, anche qualche minuto in più). Nel frattempo, in una padellina, scaldate un po’ d’olio insieme ai filetti d’acciuga e ad uno spicchio d’aglio schiacciato; quando i broccoli saranno cotti, trasferiteli in un’insalatiera e conditeli con questo olio caldo. Tenete da parte.
Una volta trascorso il tempo di cottura del polpo spegnete il fuoco, coprite la pentola e lasciate il polpo immerso per altri 20 minuti. A questo punto tagliatelo a pezzettini, conditelo con la marinata precedentemente preparata, quindi mescolate delicatamente ai broccoli e servite.

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Con questa ricetta partecipo al contest Smiling Diet di JustHermione

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… E al contest La Primavera nell’Insalatiera, di La Cuisine Très Jolie…!

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Risotto al Lambrusco con Salsiccia e Parmigiano Reggiano

Le terre Romagnole ed Emiliane sono per me un grande mistero. Un mistero che prima o poi dovrei approfondire… Ok le tigelle, ok la mortadella, ok il lambrusco e l’erbazzone, ma non vado oltre. Devo assolutamente rimediare! Proprio a proposito di Lambrusco, tempo fa ho chiesto ad un amico che invece bazzica spesso da quelle parti di prendermi un paio di bottiglie buone, e… Che dire: lo sono eccome! Oltre all’assaggio al bicchiere, scontato quanto doveroso, ho pensato a degli usi in cucina ed ho scoperto che in molti preparano un Risotto al Lambrusco con Salsiccia e Parmigiano Reggiano: un risotto di quelli belli tosti, tipicamente invernali (e direi che siamo ancora entro i limiti: nonostante il calendario dica che la primavera è iniziata da una settimana, fa decisamente ancora freschino…), dove la parte alcolica si deve sentire ma anche la parte grassa della salsiccia e del formaggio è bella consistente, nonostante sia in qualche modo “asciugata” dal vino… Un mangia e bevi insomma! Questa ricetta mi è sembrata la più attendibile ed ho quindi deciso di seguire lei, pur con qualche piccolissima modifica… Ecco qua:

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INGREDIENTI (per 2 persone)
1 cipolla rossa
40 gr. di burro
180 gr. di salsiccia fresca (2)
180 gr. di riso Carnaroli
1 piccolo mazzetto di rosmarino
200 ml di lambrusco
700 ml di acqua bollente
25 gr. di parmigiano grattugiato
25 gr. di parmigiano a scaglie

PREPARAZIONE
Affettate la cipolla finemente e fatela rosolare in 25 gr. di burro fino a che non sarà trasparente. A questo punto unite la salsiccia grossolanamente sbriciolata e lasciate rosolare per circa 10 minuti. Unite il riso, fatelo tostare, unite anche il mazzetto di rosmarino intero, quindi versate il lambrusco, ma non aspettate che evapori: una volta insaporito il tutto iniziate a versare l’acqua bollente, 1/2 mestoli alla volta, mano a mano che il riso la assorbirà, fino a raggiungere la giusta cottura del riso. Mescolate spesso e, quasi a fine cottura, eliminate il ciuffo di rosmarino e mantecate con il restante burro e con il parmigiano grattugiato. Fate riposare il risotto qualche minuto, quindi servite decorando ogni piatto con le scaglie di parmigiano.

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Baci di Dama

Ricetta tipica del Piemonte, i Baci di Dama sono dei biscottini friabili e profumatissimi che, personalmente, adoro! Da tempo avevo idea di prepararli, finalmente mi sono decisa!
Ps. avete visto? La primavera ha fatto capolino e poi è tornata a nascondersi… Torna presto, primavera, ti aspettiamo! Ho bisogno di sole e caldo!! :)

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INGREDIENTI (per 21 baci di dama)
100 gr. di farina 00
100 gr. di farina di mandorle
80 gr. di fruttosio (o 100 gr. di zucchero)
1 pizzico di sale
½ cucchiaino di vaniglia
1/2arancia (scorza)
100 gr. di burro
100 gr. di cioccolato fondente

PREPARAZIONE
Setacciate in una ciotola tutti gli ingredienti secchi, quindi unite il burro a tocchetti e lavorate l’impasto con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo; formate una palla, avvolgetela nella pellicola e ponete l’impasto in frigo a raffreddare per un’ora. Trascorso il tempo riprendete l’impasto, formate con esso dei salsicciotti lunghi e ritagliateli in piccole porzioni dalle quali formerete delle palline più piccole di una noce; ponete le palline di impasto su di una teglia coperta con carta da forno ben distanziate tra loro e schiacciatele leggermente. Ponete la teglia in frigo per 30 minuti, quindi infornate a 160° C per 15-20 minuti. Nel frattempo sciogliete il cioccolato in un pentolino a fuoco bassissimo, quindi lasciatelo intiepidire in modo da farlo lievemente addensare. Una volta che i biscotti saranno pronti sfornateli, lasciateli raffreddare, quindi ponete sulla base piatta di un biscotto un pochino di cioccolato fuso (io ho usato un cucchiaino per farlo) e coprite con un altro biscotto, formando una sorta di panino. Continuate fino ad esaurire i biscottini, quindi fate rassodare del tutto il cioccolato e servite i vostri baci di dama.

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Con questa ricetta partecipo al contest “Finger Food”, di Cinzia ai Fornelli e di Zibaldone Culinario!

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Passatina di Roveja con Mazzancolle e Crostini di Pane al Curry

Lo so che tra farecchiata e roveja non ne potete più di termini strampalati, eppure vi assicuro che questo legume è davvero straordinario: versatile, gustoso, insomma da provare in ogni forma! Non mi stancherò mai di dirvelo: se vi doveste trovare dalle parti di Castelluccio, portate a casa roveja secca e farina di roveja… Non ve ne pentirete!
Comunque, questa Passatina di Roveja con Mazzancolle e Crostini di Pane al Curry è davvero l’ultima ricetta, poi si cambia registro. L’idea per questa delizia non è mia, ma è presa da qui; invece lo spunto per i crostini di pane al curry l’ho letto qui. Beh, è tutto credo… Ah ma ve l’ho detto che abbiamo preso un gatto? Saverio, nero con baffetti, collo e zampine bianche… Una sagoma <3 (fine ot!)…!

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INGREDIENTI (per 2 persone)
200 gr. di roveja secca
4 spicchi d’aglio
1 mazzetto di salvia
1 rametto di rosmarino
12 mazzancolle (200 gr. circa)
1/2 bicchiere di vino bianco
1 scalogno
3 fette di pane (120 gr.)
1 cucchiaio di curry
olio extravergine di oliva
sale
pepe

PREPARAZIONE
Mettete la roveja a bagno in acqua fredda la sera precedente. Il giorno successivo sciacquatela più volte fino a che l’acqua non diventerà trasparente, mettetela in acqua pulita che la copra almeno di due dita, ponete la pentola sul fuoco e portate a bollore, cuocendo per circa un’ora dal bollore insieme a 2 spicchi d’aglio, la salvia ed il rosmarino.
Nel frattempo, sgusciate le mazzancolle (lasciate solo la coda) e rosolatele in padella con poco olio e i restanti spicchi d’aglio; unite il vino e fate evaporare. Tenetele in caldo. Con le teste ed i gusci preparate il fumetto facendo prima rosolare il tutto con uno scalogno tritato (schiacciate bene le teste in modo che rilascino i loro succhi), quindi coprendo con acqua e facendo cuocere circa 15 minuti; filtrate poi il brodo così ottenuto e conservatelo.
Eliminate salvia, rosmarino e aglio dalla roveja, aggiustate di sale e pepe, quindi frullate con il mixer ad immersione aggiungendo il fumetto di mazzancolle e un po’ d’olio.
Preriscaldate il forno a 200°C; tagliate a cubetti il pane, ponetelo in una ciotolina ed aggiungete 2 cucchiaini di olio extravergine di oliva ed il curry; mescolate, quindi ponete i crostini su un foglio di carta da forno, infornate e fate cuocere per circa 10 minuti rigirandoli di tanto in tanto.
Quando tutti gli ingredienti sono pronti impiattate mettendo la passata di roveja nei piatti, aggiungete le mazzancolle col loro fondo di cottura ed i crostini di pane al curry.

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Tortini di Farecchiata con Seppioline

Dicevo nel post della farecchiata tradizionale, che se questa avanza la si può riciclare come si fa normalmente con la polenta: a “lasagne”, condita con un sughetto saporito, oppure a cubetti passati in forno; o perché no, anche fritta non credo sarebbe male… Ma beh, non ho fatto niente di tutto ciò, io. Piuttosto, mi ha incuriosito questa ricetta trovata in rete, questi Tortini di Farecchiata con Seppioline, e li ho riprodotti pari pari, primo perché mi è parso un modo originale di riproporre un avanzo, e secondo perchè ero troppo curiosa di scoprire quanto la farecchiata potesse star bene con le seppie… Beh, credetemi, ci sta di lusso (in realtà sospetto che quasi tutti i frutti di mare, essendo molto saporiti, ci stiano benino, ecco)!
Insomma, come vi ho detto l’idea non è mia; le dosi però sono le mie, generate in base alla nostra esperienza (e alle nostre boccucce :P )

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INGREDIENTI (per 6 persone – 6 sformatini diametro medio 6 cm, h. 4 cm)
1300 ml di acqua
200 gr. di farina di roveja
4 spicchi d’aglio
1 bel mazzo di prezzemolo
2 peperoncini
2,5 kg di seppioline
2 bicchieri di vino bianco
burro per gli stampini
pangrattato per gli stampini
olio extravergine di oliva
sale
pepe nero

PREPARAZIONE
Mettete a bollire l’acqua salata, poco prima che inizi a bollire versate a pioggia la farina di roveja e iniziate a mescolare con una frusta, almeno per i primi minuti ininterrottamente, per evitare la formazione di grumi, ma anche una volta che il composto si sarà addensato non lasciate mai per più di una trentina di secondi. Continuate la cottura a fuoco lento per una mezz’ora, quindi spegnete il fuoco e distribuite la farecchiata negli stampini da muffins precedentemente imburrati e cosparsi di pangrattato; la farecchiata dovrà avere il tempo di raffreddarsi e solidificarsi all’interno degli stampini, quindi meglio prepararla e metterla negli stampi la sera precedente!
Scaldate l’olio in una padella capiente insieme con gli spicchi d’aglio schiacciati, i gambi del prezzemolo interi ed i peperoncini sminuzzati; unite le seppioline intere e fate cuocere qualche minuto. Quando l’acqua rilasciata dalle seppioline si sarà in parte ritirata versate il vino e lasciate che evapori; a questo punto unite nuovamente un filo d’olio in modo da far sì che si amalgami con il liquido di cottura delle seppie (che non scompare mai del tutto), aggiustate di sale e pepe, spengete il fuoco ed unite il prezzemolo precedentemente tritato.
Scaldate i tortini di farecchiata ormai solidificati per circa 10 minuti nel forno già caldo a 200° C, quindi ponetene uno al centro di ogni piatto e servite con le seppioline adagiate tutto intorno.

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Farecchiata (Polenta con farina di Roveja)

Avviso per chi si è perso il penultimo post: non sto parlando un’altra lingua! Come vi ho accennato lì, la Roveja è una qualità di pisello selvatico, col seme marroncino, che si coltiva in Umbria e nelle Marche, dal sapore simile a quello delle fave (i baccelli), un legume antico oggi presidio Slow Food. Con i semi essiccati e macinati si ricava una farina con la quale si prepara la farecchiata, una preparazione praticamente identica a quella della polenta. La Farecchiata (Polenta con Farina di Roveja) ha un gusto molto delicato e lievemente amarognolo, e viene solitamente servita con un olietto insaporito da alici, un po’ di formaggio grattugiato e/o del lardo o del guanciale. Qui vi mostro appunto la ricetta base, a mio parere perfetta se volete assaporare questo “nuovo” legume senza troppe contaminazioni. A breve seguiranno invece un altro paio di ricettine un poco più elaborate, sempre a base di roveja e di farecchiata!

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INGREDIENTI (per 4 persone)
1700 ml di acqua
250 gr. di farina di roveja
1 bicchiere di olio extravergine di oliva
6 spicchi d’aglio
6 filetti di alici + 4 per la decorazione
30 gr. di pecorino grattugiato
sale

PREPARAZIONE
Mettete a bollire l’acqua salata, poco prima che inizi a bollire versate a pioggia la farina di roveja e iniziate a mescolare con una frusta, almeno per i primi minuti ininterrottamente, per evitare la formazione di grumi, ma anche una volta che il composto si sarà addensato non lasciate mai per più di una trentina di secondi. Continuate la cottura a fuoco lento per una mezz’ora (se dimezzate la quantità perché la cucinate per due basterà un quarto d’ora, se aumentate la quantità anche il tempo di preparazione sarà leggermente più lungo). Mentre la farecchiata cuoce, in un pentolino scaldate l’olio con gli spicchi d’aglio interi e con i filetti di alici, facendoli sciogliere, e lasciate soffriggere per qualche minuto. Quando la farecchiata sarà pronta servitela nelle scodelle, quindi condite con l’olio agliato alle alici, una spolverata di pecorino grattugiato e l’acciuga arrotolata per decorare. Mangiate subito.

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Se avanza, come si fa con la polenta classica, la si può trasferire in una pirofila, riporre in frigo e mangiarla il giorno successivo solida, a cubotti, anche passati in forno, conditi con lo stesso soffritto di olio, aglio ed alici; in alternativa, beh…. Non perdetevi la prossima ricetta e vedrete come io ho riciclato la mia farecchiata in avanzo!